Industria 1° trimestre 2025

Produzione in sostanziale tenuta

Nel primo trimestre del 2025, l’attività manifatturiera veneta si conferma in una fase di stagnazione. La produzione industriale cala del -3,2% su base tendenziale, mentre la variazione congiunturale si attesta al -0,2%. Il dato della variazione congiunturale destagionalizzata resta invariato (+0,0%), segnalando l’assenza di segnali di ripresa.

Analizzando i dati per tipologia di beni, emergono andamenti differenziati. La produzione di beni intermedi registra un aumento (+3%), a indicare una possibile ripresa della domanda lungo la filiera produttiva. Al contrario, i beni di investimento subiscono una contrazione (-3,6%), un segnale di prudenza da parte delle imprese, che sembrano rimandare nuove spese in impianti e attrezzature. Anche i beni di consumo evidenziano un calo (-1,5%), a conferma di una domanda ancora debole, sia interna che estera.

Anche l’analisi per settori industriali conferma le difficoltà generalizzate: rispetto al primo trimestre del 2024, la produzione cala nella maggior parte dei comparti. Fanno eccezione solo il settore delle macchine elettriche ed elettroniche, che cresce del +3,1%, e il comparto alimentare, bevande e tabacco, in sostanziale stabilità (+0,3%). Risultano invece in sofferenza i metalli e prodotti in metallo (-4,1%), le altre industrie manifatturiere (-4,5%) e in particolare i mezzi di trasporto, che registrano la flessione più marcata (-6,6%).

Le previsioni degli imprenditori per il prosieguo dell’anno rivelano un clima di fiducia prudente. Il 47% delle imprese si attende un incremento della produzione, il 36% prevede stabilità e il 16% teme una flessione. Le attese sulla domanda interna sono allineate: il 43% prevede una crescita degli ordini, il 39% stabilità e il 17% una contrazione. Anche per la domanda estera, le aspettative restano caute: il 44% degli operatori ipotizza un aumento, il 38% non prevede variazioni e il 18% si aspetta un calo. Per quanto riguarda il fatturato complessivo, il 49% delle imprese prevede una crescita, il 33% stabilità e il 18% una diminuzione.

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