Industria 1° trimestre 2020

Crollo della produzione: -7,6%

Nel primo trimestre 2020 gli effetti delle misure restrittive introdotte per contenere la diffusione del Covid-19 hanno determinato una caduta dell’attività industriale senza precedenti. Sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione ha registrato un crollo del -7,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Nel trimestre gennaio-marzo 2020, a seguito dell’emergenza Covid-19, il 72,6% delle imprese manifatturiere del Veneto ha sospeso la propria attività, in particolare per obbligo ai sensi delle disposizioni governative. Solo il 27,4% invece ha continuato a lavorare perché attività appartenenti ai settori non assentiti dai diversi Dpcm e solo alcune per deroga prefettizia agli obblighi di sospensione. Se distinguiamo quindi nel campione le imprese sospese e non dalle diverse ordinanze con obbligo di chiusura, si evidenzia come il crollo della produzione per le attività sospese sia stato di ben il -11,9%, mentre per le attività non sospese la produzione sia rimasta stabile, -0,1%.

Guardando all’insieme delle imprese manifatturiere intervistate, sotto il profilo dimensionale le imprese di piccole dimensioni (10-49 addetti) hanno sofferto di più segnando una contrazione della produzione del -9,4%, mentre per le medie grandi imprese (50 addetti e più) la flessione tendenziale è risultata del -5,9%.

A livello settoriale i comparti che hanno registrato il crollo della produzione più marcato sono, per ovvi motivi, quelli colpiti dall’obbligo della sospensione, ai sensi dei provvedimenti normativi succedutisi dal 24 febbraio 2020 in poi. La contrazione peggiore, oltre il 10%, si è registrata per i mezzi di trasporto (-16,9%), il legno e mobile (-13,8%), il sistema moda (-11,3%) e il marmo, vetro, ceramica e altri minerali (-10,4%). Flessione meno marcata per metalli e prodotti in metallo (-9,3%), macchine elettriche (-7,8%) e meccaniche (-7%). Più tenue la caduta produttiva nei settori meno colpiti dall’emergenza sanitaria: gomma e plastica (-4,4%), carta stampa ed editoria (-1,3%) ed alimentare e bevande (-1%). Stabile il comparto delle “altre imprese manifatturiere” (+0,3%), in particolare per la chimico-farmaceutica.

Sia gli imprenditori che hanno dovuto sospendere l’attività che quelli che hanno continuato a lavorare rimangono pessimisti sul futuro. Nei primi tre mesi del 2020 le prospettive degli imprenditori per i successivi tre mesi sono incerte e legate all’evoluzione della crisi sanitaria. Per la produzione, il saldo tra coloro che prevedono un incremento e coloro che si attendono una diminuzione è risultato negativo per ben -51 punti percentuali, un record di sfiducia storico mai raggiunto prima.