Industria 2° trimestre 2020

Il peggior trimestre di sempre. Produzione -22,4%

Nel secondo trimestre 2020 il prolungarsi delle misure restrittive introdotte per contenere la diffusione del Covid-19 hanno acutizzato la caduta dell’attività industriale già emersa nel primo trimestre. Secondo l’indagine VenetoCongiuntura l’effetto dell’emergenza ha comportato una caduta dell’attività manifatturiera regionale tre volte maggiore rispetto a quella rilevata nel primo trimestre (-22,4% vs -7,6% su base tendenziale). Su base trimestrale l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito del -19%.

Guardando all’insieme delle imprese manifatturiere intervistate, sotto il profilo dimensionale non si evidenzia una particolare differenza tra l’andamento della produzione industriale nelle imprese di piccole dimensioni (10-49 addetti, -22,7%) e in quelle medio-grandi (50 addetti e più, -22,2%). Osservando la tipologia di bene la diminuzione è determinata soprattutto dalle imprese che producono beni intermedi (-28,5%), mentre risulta inferiore alla media regionale la decrescita per le aziende che producono beni di investimento (-19,2%) e beni di consumo (-17,8%).

A livello settoriale tutti i comparti colpiti dall’obbligo della sospensione delle attività hanno accusato una flessione della produzione a doppia cifra, continuando così la caduta rilevata nei primi mesi dell’anno: il crollo è risultato più evidente per i mezzi di trasporto (-39,7%), il sistema moda (-34,1%) e il legno mobilio (-30,4%). Variazioni negative inferiori alla media regionale invece nei settori macchine elettriche ed elettroniche (-19,1%) e macchine ed apparecchi meccanici (-17,2%). L’alimentare e bevande, comparto meno interessato dalla sospensione delle attività, ha registrato una diminuzione più tenue (-8,3% era -1,1% nel primo trimestre). In forte flessione anche le “altre imprese manifatturiere” (-14,3%), dove incide la chimico-farmaceutica, unico settore che nel primo trimestre 2020 era rimasto stabile.

Nel secondo trimestre 2020 le prospettive degli imprenditori per i successivi tre mesi sono decisamente più rosee. I saldi tra coloro che prevedono un incremento e coloro che si attendono una diminuzione risultano positivi per tutti gli indicatori analizzati. Per la produzione, dopo il record di sfiducia registrato nel primo trimestre 2020 (-51 punti percentuali), il saldo è risultato positivo e pari a +6 punti percentuali: a livello dimensionale e settoriale risultano più fiduciosi gli imprenditori delle imprese medio-grandi (+17,7 p.p.) e quelli dei comparti alimentare e bevande (+33,5 p.p.), marmo, vetro e ceramica (+23,2 p.p.), macchine elettriche ed elettroniche (+18,9p.p.) e legno e mobile (+18 p.p.).